Zitto Luca, io scrivo

 L’ho capita allora la città: monarchica e anarchica. Voleva un re però nessun governo. Era una città spagnola. In Spagna c’è sempre stata la monarchia ma pure il più forte movimento anarchico. Napoli è spagnola, sta in Italia per sbaglio “.

Il giorno prima della felicità. Erri de Luca. 

– “Fai piano Anna, mi spezzi.     ( Hazlo despacio, no me destruyas.)

– Zitto, ascolta il tuo sangue pieno d’aria.     ( Silencio, escucha. )

Sono così le donne nella felicità ?     ( ¿ Serán así las mujeres ? )

– Hai paura ?     ( ¿ De qué tienes miedo ? )

– Sì.     ( De ti. )

– Di me ?     ( ¿ De mi ? )

– Sì. E’ nessun coraggio sarà bello come questa paura.     ( Sí, lo prefiero. )

– Anna.     ( Escucha. )

– Sì.     ( Dime. )

– Anna, tra le tue mani conosco il mio uso, servo a questo. Non voglio scordarti.

( Lo entendí, vamonos, ¿ te vienes ? )

Ma vattene, per favore, mi raccomando. Non servo a niente.

( Vete, por Dios. Voy a comerme una sandía entera sin ti, de esas de tres kilos, es verano.)

 –

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